Radiazioni ionizzanti per la rimozione del biodegrado

Rimozione di biodegrado su volumi di campione mediante un impianto di trattamento con radiazioni ionizzanti (elettroni, raggi X)

  • LINAC per la generazione di un fascio di elettroni (o di raggi X dopo conversione su apposito target)
  • Sistema di movimentazione da remoto del campione
  • Dosimetro
  • Software di gestione dei parametri sperimentali

Fabio Borgognoni

fabio.borgognoni@enea.it

L’utilizzo di radiazioni ionizzanti (elettroni, raggi X) nel campo della conservazione dei beni culturali per il contenimento e la rimozione del biodegrado sui materiali ligneo-cellulosici si sta sempre più espandendo rispetto alle tradizionali tecniche di sterilizzazione e disinfezione con prodotti chimici, che risultano spesso dannosi anche per l’uomo o per il manufatto da conservare. Le radiazioni ionizzanti, infatti, non lasciano alcun residuo tossico nel manufatto dopo il trattamento di irraggiamento e il danneggiamento irreversibile del DNA causa la morte degli organismi infestanti, presenti in superficie o in profondità nel bene da preservare, senza alterare le proprietà strutturali del materiale cellulosico.


Reperti lignei o cartacei infestati da biodegrado (insetti, muffe, batteri).


M. Vadrucci (monia.vadrucci@enea.it); L. Picardi (luigi.picardi@enea.it); G. Bazzano (giulia.bazzano@enea.it).


Frascati


No image


No image


No image

Contenuti

Non ci sono elementi in questa cartella.