Caratterizzazione dei materiali utilizzati nei manufatti mediante spettroscopia Raman ad alta risoluzione

L’analisi del segnale Raman, emesso da un frammento anche microscopico del campione in esame, permette l’identificazione della sua composizione chimica.

Lo spettrometro Raman è costituito da un microscopio metallografico da tavolo collegato alla strumentazione necessaria per effettuare le misure.

Ponendo il manufatto sul portacampioni del microscopio si possono effettuare:

  •  misure puntuali su zone individuate con una apposita telecamera con elevata risoluzione spaziale (attorno ad un micron);
  •  oppure misure automatizzate su griglie di punti, che permettono di ricavare mappe composizionali del campione.

E’ possibile ottimizzare il segnale scegliendo fra diverse sorgenti laser di eccitazione nel visibile.


Mauro Falconieri

mauro.falconieri@enea.it

Qualunque sostanza soggetta ad eccitazione laser emette in qualche misura un segnale Raman dovuto alle proprie vibrazioni molecolari. L’analisi di queste emissioni permette in linea di principio l’identificazione della composizione chimica del campione.

Applicando questa tecnica ai materiali pittorici si possono analizzare - in maniera non distruttiva e con alta risoluzione spaziale - i pigmenti e la composizione degli strati superficiali, nonché gli effetti di degradazione degli stessi.

Si possono analizzare anche altri tipi di manufatti (ad es. lapidei, ceramici, pietre preziose, vetri, ecc.)  per identificarne la composizione. La quantità di campione necessaria può essere assai ridotta (frammenti microscopici) mentre le dimensioni massime sono dettate dal portaoggetti del microscopio.


Identificazione di materiali utilizzati nei manufatti.

L. Bellot-Gurlet et al. “Raman spectroscopy in art and archaeology”, J. Raman Spectrosc. 2006; 37: 962–965 DOI: 10.1002/jrs.1615.

Serena Gagliardi (serena.gagliardi@enea.it)


Casaccia



Spettroscopio Raman

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